Quali sono state le principali tappe del suo percorso professionale prima dell’ingresso in Fidinam e in che modo queste esperienze hanno contribuito a formare le sue competenze attuali nel settore fiduciario e fiscale?

«Dopo essermi laureato in Economia aziendale presso l’Università di Zurigo, ho maturato una prima esperienza presso una “big four” quale consulente fiscale su mandati nazionali ed internazionali: questo lavoro mi ha offerto una grande opportunità di formazione continua e dopo il triennio di esperienza professionale ho conseguito il titolo di esperto fiscale diplomato federale. La seconda esperienza è stata quale consulente fiscale presso un conglomerato, quotato alla borsa di Zurigo, dove ho svolto la funzione di Swiss Tax Manager presso Alusuisse Lonza Group. Esperienza arricchente, dove ho collaborato con le varie partecipate svizzere (oltre 40), con il CEO di Gruppo (Sergio Marchionne) e con altre industrie quotate in Svizzere, in seno all’associazione mantello Industrie Holding presso le Camere federali a Berna (per il suggerimento di modifiche in ambito tributario)».

Cosa l’ha indotto ad entrare in Fidinam e quali sono state le prime sfide che ha affrontato negli anni iniziali all’interno della società?

«Nel 1998, dopo un periodo di 12 anni trascorsi a Zurigo mi è stata offerta da un head hunter l’opportunità di rilevare la conduzione del settore fiscale del Gruppo Fidinam, che allora era ancora inglobato in Fidinam SA. Il Gruppo si stava espandendo, diversificando e specializzando. Di lì a poco è stata implementata la riorganizzazione del Gruppo, con una serie di spin-off, e sono state create le singole unità permettendo ai vari responsabili di aderire ai diversi piani di compartecipazione azionaria. Questo ha contribuito ad una notevole espansione delle attività in forza di una sempre maggiore specializzazione».

Come si è evoluto nel tempo il suo ruolo in Fidinam fino all’attuale posizione di Direttore e partner, e quali responsabilità ritiene oggi strategiche nel suo lavoro quotidiano?

«Dopo 3 anni dalla mia entrata nel Gruppo è appunto stata fatta la riorganizzazione descritta poc’anzi. Sono quasi 25 anni che ricopro la funzione di Managing partner. Una vita direi».

Dal suo punto di vista, quali sono i principali punti di forza che distinguono la consulenza Fidinam, in particolare in ambito fiscale e fiduciario?

«La possibilità di offrire un servizio estremamente specializzato, ma allo stesso tempo integrato con altre funzioni del Gruppo rappresenta certamente un vantaggio strategico. Inoltre, la presenza nazionale ed internazionale, con le sedi europee ed asiatiche, sono anche un punto di forza apprezzato dalla nostra clientela.  Il fatto che la funzione fiscale abbia sempre rappresentato in questi 65 anni di storia del Gruppo un ruolo strategico, ci posiziona anche con i nostri stakeholders, siano essi clienti, autorità, apportatori d’affari o altri professionisti con i quali collaboriamo, in una posizione privilegiata».

Quali sono oggi le richieste più frequenti che la clientela rivolge a Fidinam nel suo settore di competenza e come sono cambiate negli ultimi anni?

«La consulenza in ambito di operazioni straordinarie (M&A), successorie, di asset protection e legate al trasferimento della residenza fiscale personale rappresentano gli ambiti più sollecitati oggi. Non mancano poi richieste legate alle criptovalute, ai cosiddetti nomadi digitali, alla costituzione di società per la detenzione di diritti immateriali o di opere d’arte».

Guardando al futuro, quali evoluzioni normative o di mercato ritiene avranno il maggiore impatto sulla consulenza fiduciaria e come si sta preparando Fidinam per rispondere a queste nuove esigenze?

«Da un punto di vista normativo, vedo un crescente interesse degli Stati ad accaparrarsi dei buoni contribuenti, oppure contribuenti attivi in ambiti specifici, che possono fungere da booster per l’economia di un paese. D’altro lato vedo un gran dispendio di risorse statali nell’implementazione di programmi sovranazionali legati allo scambio di informazioni, che da un punto di vista pratico portano meno risorse di quante ne sottraggono.  Per quanto riguarda il mercato vediamo un mega trend nella IA. Anche i consulenti fiscali saranno forzati a destreggiarsi con gli strumenti digitali, per non rimanere esclusi dal mercato. Sarà possibile chiedere alle macchine delle soluzioni standard, fare dei comparativi sempre più precisi tra vari scenari, fare ricerca puntuali su tematiche che toccano vari paesi. Inoltre, molti lavori ripetitivi e dal basso valore aggiunti verranno svolti dalla IA. Almeno nel breve periodo, tuttavia, difficilmente la creatività e le intuizioni per soluzioni innovative saranno sostituite dalla macchina, più propensa a replicare modelli già trovati in rete, piuttosto che crearne di nuovi.

Il Gruppo Fidinam resta molto attendo alle diverse evoluzioni in ambito nazionale ed internazionale e continua ad investire per migliorare la specializzazione del proprio personale e riuscire a surfare i vari cambiamenti, da oltre 65 anni».